Il dono della fratellanza

Ilary 10 anni (Italia)

C’erano una volta due bambini di dieci e otto anni, sorella e fratello dai biondissimi capelli color grano maturo. Marta, la più grande, amava tanto leggere mentre Giovanni era molto più vivace e adorava farle i dispetti nascondendo i libri. Un giorno, tornata da scuola, Marta corse in camera sua e non trovò il suo libro preferito. Arrabbiata, andò dal fratello e lo sgridò, ma lui le giurò che non c’entrava. La bambina non gli credette.

Così i due cominciarono a litigare quando intervenne il nonno: «Marta, Giovanni chiediamo aiuto a Camolino lo gnomo?»

«Ma chi è questo gnomo?»

Il nonno schiarendosi la voce, dopo aver dato una boccata di pipa, disse: «Dovete sapere che quando ero piccolo come voi perdevo sempre i miei giocattoli e diventavo triste, ma mia mamma, la vostra bisnonna, mi regalò questo libro “Le avventure di Camolino” e da quel momento non mi sentii più solo.»

«Dicci di più di questo Camolino», lo supplicò Marta mentre Giovanni aveva ripreso a fare i dispetti alla sorella.

«Farò di più se promettete di non litigare. Vi presterò il libro».

Alla bimba brillarono gli occhi, lei era una gran amante della lettura, invece Giovanni sbuffò.

«Provate a leggerlo insieme stasera» concluse enigmatico il nonno e si ritirò nella sua stanza per il pisolino.

«Il nonno lo ha prestato a me» esordì Giovanni cercando di strappare il libro dalle mani della sorella e Marta ribadì: «No, a me!»

Si spintonarono così tanto che il libro cadde a terra e si aprì al centro: una grande luce investì i due bambini accecandoli.

Qualche istante dopo Marta e Giovanni riuscirono a riaprire gli occhi e con stupore si ritrovarono in un giardino verde pieno di alberi e con uno stagno con numerosissimi pesci. «Ma dove siamo?» chiese Giovanni intimorito e per la prima volta cercò il conforto nella manina della sorella.

«Non vorrei sbagliarmi, ma siamo finiti dentro al libro del nonno!» gridò contenta, e  gentilmente strinse la mano al fratello per dargli coraggio.

«Non è possibile!» esclamò il bambino mentre veniva trascinato da Marta verso lo stagno.

«Diamo da mangiare ai pesciolini» gli suggerì la sorella per cercare di distrarlo dalle sue paure.

Proprio mentre stavano cercando del cibo, sentirono in lontananza un ruggito e poco dopo un imponente leone dalla folta criniera apparve davanti al sentiero.

«Ecco, ora per colpa del nonno finiremo mangiati vivi» piagnucolò Giovanni.

 Il re della foresta però li ignorò e si recò allo stagno a bere.

«Credo che siamo al sicuro, ma perché non cerchiamo Camolino?» propose Marta e il bimbo tirò su col naso annuendo. Per mano i due fratellini imboccarono un sentiero verso sud finché non giunsero davanti a un’enorme pianta carnivora e si spaventarono perché sembrava minacciosa.

«Vogliamo tornare a casa!» gridarono all’unisono, ma proprio in quel momento dal nulla saltò fuori un simpatico gnometto che disse: «Siete i nipotini di Nonno Alessandro? Piacere, Camolino!» e fece delle boccacce per farli ridere. Le buffe espressioni della creatura fatata ebbero l’effetto desiderato soprattutto su Giovanni che si sbellicò tranquillizzandosi.

«Sei molto simpatico Camolino, ma come fai a sapere chi siamo?» gli chiese gentilmente Marta.

«È stato vostro nonno a mandarvi qui da me, per farvi comprendere il dono della fratellanza.»

«Io voglio bene a Giovanni, ma se solo non mi nascondesse i miei libri preferiti!»

«Hai mai pensato Marta che il tuo fratellino magari desidera che tu gli legga una storia per passare del tempo con te?» replicò lo gnomo.

«È vero» ammise Giovanni «Non mi racconti mai una favola e io da solo mi annoio, allora ti faccio i dispetti. Sembra che tu voglia più bene ai libri che a me!»  

«Ma no sciocchino, io non immaginavo.»

Camolino sorrise: «Siete fortunati perché crescendo potrete contare sempre l’una sull’altro: è questo il bello di essere fratello e sorella!»

«Hai ragione, d’ora in poi andremo d’accordo» promisero.   

«Ora chiudete gli occhi, quando batterò le mani tornerete a casa.»

«Potremo di nuovo venire a trovarti, Camolino?» chiese Giovanni timidamente.

«Tutte le volte che vorrete, io sarò qui e vi insegnerò a catturare le mosche per la mia piantina carnivora».

 Felici, i due fratellini si abbracciarono e lo gnomo li rimandò indietro fuori dal libro.

«Che avventura straordinaria!» disse Marta uscendo dalle pagine stampate.

«Mi è venuta una gran fame, mi prepari la merenda?» le chiese Giovanni e la sorella gli scompigliò i capelli dolcemente. I litigi continui erano ormai un lontano ricordo.

Quella sera, di comune accordo, restituirono il libro al nonno e corsero in cameretta a leggere insieme per la sorpresa dei loro genitori stupiti del fatto che non stessero a fare capricci.

Nonno Alessandro sorrise e si ritirò nuovamente in camera sua per riporre “Le avventure di Camolino” nella sua libreria e mentre lo sistemava, notò sulla copertina lo gnomo che gli faceva l’occhiolino e allora decise: quella notte sarebbe andato a caccia di mosche con Camolino. 

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