La magica notte delle lucciole

Rosa 8 anni (Italia)

C’era una volta, in un paesino di montagna, una grande villa abitata da una bambina dalle idee originali e sorprendenti. Carlotta aveva i capelli lunghi e biondi, gli occhi neri e profondi come la notte, un nasino all’insù e una bocca graziosa con un sorriso contagioso. Indossava spesso vestitini molto eleganti e raffinati e un paio di occhiali con la montatura rosa che evidenziavano le lunghe ciglia nere e lo sguardo acuto. 

Aveva un sogno: frequentare una scuola di arte magica e illusionismo per dare libero sfogo alla sua creatività. Le piaceva molto giocare servendosi di oggetti vari. Attraverso semplici trucchi, riusciva a realizzare intorno a sé un mondo fantastico e immaginario: tutto ciò che maneggiava poteva sparire e riapparire velocemente, aumentare di volume o cambiare forma. Aveva una camera ampia e luminosa dove custodiva tutti gli attrezzi del “mestiere”: cappelli a cilindro, peluche, carte, biglie, bicchieri, fazzoletti, anelli, monete, nastri, aste con in cima stelle a cinque punte, palloncini, libri e tanto altro. 

Un giorno, insieme al suo papà Marco, decise di comporre il numero di telefono, trovato tempo fa su una rivista, in cui c’era scritto a caratteri cubitali: “LA BACCHETTA MAGICA: SCUOLA DI MAGIA PER BAMBINI ASPIRANTI MAGHI E PRESTIGIATORI”. 

Il sorriso abbagliante del papà, la fece correre nello sgabuzzino e afferrare la valigia. Fra due giorni sarebbe partita per Artesia, la città dell’arte e della fantasia, dove avrebbe seguito il corso per sei mesi. Carlotta era molto emozionata, aveva una lista lunghissima di ciò che le occorreva portare con sé, ma era certa che sarebbe ritornata dalla sua famiglia conquistandosi appieno il titolo di maga.  

Ad Artesia, la fanciulla conobbe insegnanti bravissimi e sorprendenti dai quali apprese le tecniche più utilizzate nel mondo della magia. Fin da subito, grazie al carattere socievole ed estroverso, si contornò di amici simpatici e gentili.

I mesi trascorsero velocemente e Carlotta, con impegno e perseveranza, era diventata davvero una bravissima prestigiatrice. Il tempo dell’esame finale, per la consegna dei diplomi, si stava avvicinando ed era impegnata nella ricerca del compagno giusto che la potesse affiancare per la realizzazione di un’esibizione. Gli insegnanti, infatti, avevano suggerito alla classe di Carlotta di dividersi in coppia per organizzare uno spettacolo.

Dopo la lezione di esperimenti con provette e coloranti, un ragazzino smilzo con gambe lunghe e rigide come stuzzicadenti urlò: «Ciao Carlotta! Cosa ne pensi se architettiamo un gioco di prestigio per meravigliare tutti coloro che ci vedranno all’opera?»

Dopo una breve pausa, senza esitazione, Carlotta rispose: «Ciao Carletto! Anche io pensavo di coinvolgerti, iniziamo immediatamente a esercitarci». 

I due bambini studiarono, per molte ore del giorno e della notte, libri altissimi di magia e si resero conto che progettare qualcosa insieme era più coinvolgente, le idee si sommavano per dare vita a esperienze speciali.

L’amicizia tra loro si fortificò e, con pazienza, prepararono un miscuglio di fili, colla gialla magnetica, ali di farfalla e uova di libellula. Dopo qualche giorno il composto fu pronto, i bambini prepararono tanti piccoli salamini e li misero sotto una lampada rossa per farli crescere e risposare in vista della manifestazione.

Dopo varie esercitazioni e piccole revisioni, per la riuscita del numero di magia, il giorno del diploma arrivò. I due bambini condivisero con tutti i presenti ciò che avevano preparato rendendo l’atmosfera prodigiosa. Bastò che Carletto pronunciasse l’incantesimo: «Lancialestellesopraditeeilbuioarriverà!» per far scendere la notte. Tra lo splendore della luna, calda e accogliente, Carlotta liberò i salamini volanti e insieme al suo amico lanciarono delle monetine ovali e dorate facendo attenzione a prendere bene la mira.

Ad ogni lancio, all’unisono ripetevano: «Collagiallamagneticaagiscisvelta!»

Gli applausi non tardarono a risuonare intorno a loro, lo spettacolo era stupendo:  gli animaletti dal corpo allungato volavano esibendo, nel loro portentoso didietro, le monetine dorate che si illuminavano a intervalli regolari. 

Carlotta e Carletto, per la premiazione, indossarono un’elegante tunica blu e un cappello a punta e ricevettero dal rettore il premio – simbolo della scuola: una spilla a forma di stella che venne appuntata sul lato sinistro, sopra ai loro cuori battenti. 

Oggi, tutti i bambini, con tanta fantasia e immaginazione sono certi che le lucciole siano nate durante quell’incantevole notte di Carlotta e Carletto. 

Elvira Morella

Pubblicato da Piccoli Grandi Sognatori

Progetto creativo e dinamico per grandi e piccini. Immagini e parole a servizio della fantasia.

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