I tesori dell’oceano

Marlon 6 anni (Venezuela)

Nelle profondità dell’oceano vivevano tanti abitanti marini tra cui l’orca Ramon e il polpo Diego che erano molto amici. Insieme ad altri pesciolini dai più svariati colori, custodivano alcuni tesori preziosi come i coralli rossi e gialli e le perle delle ostriche. 

Spesso Ramon controllava con attenzione la superficie a pelo d’acqua per vedere che nessuno si avvicinasse e cercasse di rubarli. Diego lo accompagnava sdraiato sul suo dorso e si facevano aiutare dalla medusa Consuelo e le sue sorelline a creare una barriera urticante per eventuali malintenzionati.  

La vita scorreva serena nell’oceano e nessuno osava avvicinarsi alle sue naturali ricchezze soprattutto grazie agli sforzi di Ramon e Diego. 

Una mattina presto però la grande orca stava schiacciando un pisolino e non si accorse dell’avvicinarsi di una piccola barca in superficie.

Dall’imbarcazione si tuffò un subacqueo e puntò dritto al fondale nuotando veloce con le sue pinne. Subito Consuelo la medusa cercò di allertare le sue sorelline per pungere l’uomo, ma era così rapido che le evitò tutte. Altri pesciolini colorati cercarono di circondarlo per infastidirlo e togliergli il boccaglio con il quale respirava, ma il subacqueo agitando le braccia li scacciò. Alcuni polpi, cugini di Diego, lo avvertirono di andare a svegliare il suo amico Ramon mentre loro avrebbero tentato di soffiare dell’inchiostro sulla maschera dell’uomo per impedirgli di vedere i tesori preziosi e farlo scappare. 

Ancora una volta il subacqueo fu molto agile e si fece largo tra i tentacoli dei polipi riuscendo a sfuggire. Era paurosamente vicino al fondale e avrebbe presto scoperto i tesori preziosi che nascondeva. 

In quel momento ecco apparire una grossa ombra: era Ramon che avvisato da Diego, si era precipitato a colpi di pinna per proteggere le ricchezze dell’oceano.  

Il subacqueo sembrò intimorito dalla grossa mole del mammifero marino e armeggiò con qualcosa all’altezza dei suoi fianchi. Forse stava prendendo un’arma e voleva far del male all’orca gigante? 

Il polpo Diego che come al solito era sulla schiena di Ramon, si spaventò e si mise i tentacoli sugli occhi temendo il peggio.  Una grande luce provenne da qualcosa contenuto tra le mani del subacqueo e Ramon accecato indietreggiò dietro alcuni scogli. 

Nel frattempo la medusa Consuelo e le sue sorelline galleggiando avevano circondato l’uomo che continuava a tenere una strana scatoletta in mano che non faceva altro che emanare flash luminosi. 

«Ho capito di cosa si tratta» disse Diego che era un polpo molto intelligente, a Ramon «è un apparecchio che gli umani chiamano macchina fotografica e serve per catturare le cose preziose.» 

Allora l’orca si allarmò: «Vuoi dire che con quella scatola strana quell’uomo ci ruberà tutto il corallo e le perle delle ostriche? Dobbiamo impedirglielo!»

«Ma no sciocchino, vuole solo fotografarle, significa che poi conserverà il ricordo dei nostri tesori senza prenderli, lasciamolo fare.» 

Così dicendo Diego uscì dal nascondiglio dietro gli scogli e fece un inchino con i tentacoli al subacqueo indicandogli poi la barriera corallina e alcune ostriche aperte con le loro meravigliose perle. 

L’uomo con le pinne sorrise da dietro la maschera e iniziò a scattare moltissime fotografie di tutte quelle meraviglie oceaniche, ma poi cominciò a mancargli il fiato e non poteva risalire in superficie circondato com’era dalle meduse. 

Diego il polpo fece cenno a Consuelo di farle spostare e poi chiamò Ramon per aiutare il subacqueo a tornare alla sua barca. 

La grossa orca meravigliata, da dietro gli scogli, aveva assistito a tutta la scena e accorse subito in aiuto dell’umano spingendolo con il muso per farlo andare su più velocemente.

Il subacqueo era estasiato dalla collaborazione che tutti gli abitanti dell’oceano  stavano mostrando per aiutarlo e si ripromise che sarebbe tornato a fotografarli senza turbare il loro ambiente. 

3 pensieri riguardo “I tesori dell’oceano

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