La moffetta, la lince, la volpe

Riki 9 anni (Italia)

Marco, Luca e Valerio erano tre fratelli che litigavano sempre e non riuscivano a giocare insieme per la disperazione della loro zia Roberta con la quale vivevano. 

Un giorno la donna ebbe un’idea: per farli stare un po’ tranquilli avrebbe raccontato loro una storia inventata da lei.

Impiegò un bel po’ per farli stare seduti davanti al caminetto, sul grande tappeto che ornava il salotto, ma alla fine ci riuscì.

«Bambini, adesso vi racconto una favola, state buoni e ascoltatela attentamente.»

«Zia, come si chiama questa storia?» chiese Luca, il più intraprendente dei tre, mentre Marco si lamentava perché Valerio gli stava dando dei pizzicotti per infastidirlo.

«Fate silenzio» disse con voce dolce Roberta «Si intitola la moffetta, la lince, la volpe.»

«Che cos’è una moffetta?» chiese Valerio mentre provava a tirare i capelli a Luca.

«È un animaletto molto gentile e timido come tuo fratello Marco.»

«Quindi non è coraggioso» piagnucolò il bambino che era stato paragonato alla moffetta.

«Al contrario,» disse la zia «pensa che ha un potere speciale: quando è in pericolo alza la coda e spruzza un odore micidiale per spaventare gli altri animali!» 

Marco batté le manine contento, già gli stava simpatica questa moffetta.

«Comunque, continuiamo con la storia: c’era una volta una moffetta che se ne stava tranquilla quando due animali, una lince arrabbiata e una volpe elegante, le si avvicinarono…» 

Nel frattempo, Luca aveva smesso di litigare con Valerio, e imbronciato disse: «Come capisco quella lince, anche io sono sempre arrabbiato con loro due quando mi fanno i dispetti e allora glieli faccio anche io!» 

«Infatti, la lince era piena di rabbia, ma anche triste perché la volpe le faceva degli scherzetti, un po’ come fai te Valerio» replicò sorridente la zia.

Valerio ricambio il sorriso e rispose: «Sono sicuro che quella volpe, elegante come me, voleva bene alla lince, è solo che lei le nascondeva i giocattoli e allora per questo le faceva i dispetti.»

«Bambini, siete molto intelligenti come i protagonisti di questa storia» disse Roberta che ora aveva la completa attenzione dei tre nipoti.

«Allora che succede alla moffetta quando la lince e la volpe si avvicinano?» chiesero all’unisono. 

«Accade che la volpe vuole fare uno scherzo alla moffetta e le grida che vuole mangiarla. Lei si impaurisce e le fa una puzzetta… solo che in quel momento stava arrivando la lince che si arrabbia perché si becca lei la puzza!» disse con enfasi la zia con il risultato che i nipotini iniziarono a ridere divertiti, e ormai catturati dalla favola non pensavano più a litigare. 

«E poi, e poi?» chiese Marco vincendo la sua timidezza.

La zia riprese il racconto «I tre animali capiscono che possono essere amici e che non bisogna litigare per non farsi male…» 

Roberta alzò gli occhi per guardare i suoi nipoti, ma si accorse che non erano più seduti davanti al caminetto e già pensava che erano di nuovo in camera a litigare. Eppure non sentiva volare una mosca. In punta di piedi raggiunse il corridoio e si affacciò, senza farsi vedere dai tre bambini che si stavano abbracciando, e poi iniziarono a giocare tra loro senza bisticciare. La zia contenta ringraziò in cuor suo la moffetta, la lince e la volpe: i tre nipotini avevano capito che insieme potevano divertirsi senza farsi i dispetti.

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