Rubino Canterino

Sebastián 7 anni (Messico)

La fattoria di nonno Elia si trovava a Buonpascolo, un paesino delizioso, circondato da valli verdi e boschi pieni di scoiattoli. Nonno Elia amava e coccolava i suoi animali: Nevella Tremarella, la mucca freddolosa; Lucilla Scintilla, la capretta con le corna gialle come la fiamma di una candela; Rosino Paciocchino, il maialino paffuto e timidino; Melina Giallina, la gallinella golosa di frutta.  

Tutto filava liscio alla fattoria: c’era sempre il sole e armonia e allegria, erba fresca per Nevella, fieno per Lucilla, ghiande per Rosino e frutta per Melina, ma, un giorno, nonno Elia decise di comperare un gallo. 

«Un gallo?» nonna Celestina rise divertita mentre sbucciava le patate per la zuppa. 

«Un bel gallo, sì! Così, al mattino, non avremo più bisogno della brutta suoneria della sveglia!» nonno Elia sorrise e tanto disse e tanto fece che il mattino dopo andò al mercato e tornò con un gallo dalla cresta rossa e dalle piume argentate.  Il gallo iniziò a zampettare in cortile sotto lo sguardo incuriosito di Nevella, Lucilla, Rosino e Melina. 

«Co-co-co cosa ci fai qui? » Melina gli svolazzò vicino.    

«Bee-bee-bee bene!» Lucilla saltò lo steccato e si avvicinò al nuovo arrivato mentre Rosino, timoroso, si nascose dietro una mangiatoia piena di fieno: «Speriamo che sia simpatico!»  

«Muu-muu-muu-musica per le mie orecchie! Mi piace il canto dei galli, amici!» Nevella era entusiasta. 

«Vi presento Rubino Canterino! Gallo dal canto sopraffino: ci sveglierà all’alba senza bisogno di sveglie trillanti!» spiegò soddisfatto nonno Elia agli animali e, girando sui tacchi, andò nell’orto a raccogliere i pomodori per il sugo della pasta.

 «Chi-cchi-chhiedo scusa, come vi chiamate?» Rubino, appollaiato sulla staccionata del recinto, voleva conoscere gli animali della fattoria e, così,  chiacchierando del più e del meno, di grano e frumenti, cicale e sementi, in men che non si dica, divenne amico di tutti prima del tramonto del sole. Era ormai ora di andare a dormire, ognuno tornò al proprio ricovero e si addormentò.

All’improvviso, proprio nel bel mezzo della notte, «Chicchirichiiiiiii! Chicchirichiiiiii! Chicchirichiiiiiiiiiiiii!» il silenzio venne squarciato dal canto possente e prolungato di Rubino! Nonno Elia saltò giù dal letto e si infilò gli stivali pensando che fosse l’alba, ma guardando dalla finestra vide che era notte fonda! Confuso, tornò a letto, ma gli animali, ormai svegli, andarono a chiedere a Rubino se gli fosse dato di volta il cervello per svegliare tutto il paese a quell’ora della notte! 

«Scusate, mi sono sbagliato. Ho problemi con gli orari e mi sveglio alle ore più impensate per cantare pensando che sia l’alba. Spero che non succeda più. Buonanotte.» 

Non era passata un’ora quando un riecheggiante «Chicchirichiiiiiii! Chicchirichiiiiii!» si alzò di nuovo per tutta la valle! E nonno Elia giù dal letto! E gli animali via in cortile! E nonna Celestina a preparare il caffelatte!  

«Scusate, ho sbagliato ancora.» il povero Rubino, arrossendo di vergogna, si tappò il becco con una zampa e tornò a dormire. Ma quella notte, in realtà, nessuno riuscì più a dormire perché il gallo cantava a ogni ora! 

Il mattino dopo, riuniti nella stalla, gli animali, stanchi e assonnati, discutevano sul da farsi.

«Co-co-cosa possiamo fare? Non è possibile che Rubino ci svegli continuamente di notte!» Melina sbadigliò mettendosi a covare le uova. 

«Bee-bee-beeata te che puoi startene seduta. Io ho sonno e, invece, devo andare al pascolo!» si lamentò Lucilla.

«Sgrunf!» persino il timido Rosino era di malumore per non avere dormito! 

«Muu-muu-muuusi lunghi che non siete altro! Basta con le lamentele, vedrete che nonno Elia risolverà la questione.» Nevella agitò la coda. 

Fu proprio in quel momento che nonno Elia apparve nella stalla con un bel sorriso in volto, il cappello di paglia in testa, una cesta in una mano e un grosso aggeggio rotondo, rosso e giallo nell’altra: «Eccomi! Ho portato cibo per tutti e un regalo per Rubino!» così dicendo appoggiò su una balla di fieno la sua grossa sveglia dal batacchio scintillante: «Con questa non sbaglierai più, amico mio: suonerà alle sei in punto domattina, così non ti sveglierai di notte per cantare temendo che sia l’alba.  Dormiremo tranquilli!» 

Quella notte, tutti riposarono beatamente  e si svegliarono all’alba rallegrati dal puntuale «Chicchirichiiiiiii!» di Rubino che era felicissimo: aveva una casa, nuovi amici e una sveglia gialla e rossa! 

Anna Abigail Cefis

Pubblicato da Piccoli Grandi Sognatori

Progetto creativo e dinamico per grandi e piccini. Immagini e parole a servizio della fantasia.

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