Molly e le mele

Carolina Marielly 10 anni (Messico)

C’era una volta una casetta gialla dal tetto e dalle finestrelle rosse che era stata costruita all’interno di un magnifico bosco profumato. Nessuno sapeva chi l’avesse edificata e neppure immaginavano chi potesse viverci.  

Un giorno d’estate, quando il sole era ben alto nel cielo azzurro, una bambina di nome Molly decise di avventurarsi da sola nella foresta, per raccogliere alcune mele da portare alla mamma.  Immaginate quale fu la sua sorpresa quando dietro alcuni meli scoprì la casetta.  

Molly sgranò gli occhioni neri e si accorse, per una strana coincidenza, di essersi vestita di giallo quel giorno, proprio come la vernice con cui era stata dipinta l’abitazione.  

«Chissà chi vive dentro questa magnifica casetta» disse ad alta voce, anche se timidamente, per cercare di farsi sentire dai proprietari, ma nessuno sembrò risponderle.  

Molly pensò che poteva prendere le mele arrampicandosi sugli alberi senza che nessuno glielo impedisse, ma quando si avvicinò al primo ramo, una voce le disse: «Lascia stare le mie mele!» 

La bambina impaurita si fermò, tornò a guardare la casetta e le sembrò che da una finestra si affacciasse qualcuno, ma non ne fu sicura. Riprovò allora ad allungare una manina verso un altro melo e di nuovo la voce gridò: «Sono le mie mele, perché vuoi rubarmele senza giocare con me?» 

Stavolta il tono sembrava quasi gentile rispetto a prima e Molly si avvicinò lenta alla finestra rossa per guardare all’interno della casa e notò un bambino, con una gamba fasciata, seduto su una sedia a dondolo che la guardava. 

«Chi sei?» le chiese curiosa la bambina «Io mi chiamo Molly e desideravo tanto raccogliere delle mele per mia mamma, ma non immaginavo che qualcuno abitasse in questa casa.» 

«Ciao Molly, io mi chiamo Bob e vivo qui nel bosco, ma mi sono fatto male a una gamba cadendo da un melo mentre giocavo e da quel giorno mia madre non mi fa più  andare in giardino per paura che mi possa far male di nuovo, vorresti essere mia amica?» 

«Certo Bob, posso venire tutti i giorni a trovarti e portare dei giocattoli per farti compagnia.» 

«Con chi stai parlando?» una voce acuta da dentro la casa interruppe il dialogo tra i due bambini e Bob fece segno a Molly di allontanarsi e nascondersi dietro un melo.  

Era la mamma del bambino che gli veniva a medicare la ferita alla gamba e gli disse di allontanarsi dalla finestra perché aveva paura cadesse e si facesse di nuovo male.  

«Non c’è nessuno mamma» disse Bob che aveva paura che sua madre cacciasse via la nuova amica, ma Molly che era coraggiosa uscì da dietro il suo nascondiglio e disse alla donna: «Signora, non si preoccupi, farò io compagnia tutti i giorni a suo figlio se lei deve andare a lavorare e quando guarirà raccoglieremo insieme le sue mele. Se vorrà poi, me ne donerà qualcuna per mia madre.»

La mamma di Bob sulle prime si mostrò arrabbiata, ma poi il faccino allegro di Molly la fece sorridere e si convinse che era stata troppo protettiva nei confronti del figlio. Così acconsentì al fatto di far uscire nuovamente in giardino Bob. 

All’inizio il bambino sarebbe stato su una sedia e avrebbe giocato da seduto con la sua nuova amica e poi quando fosse guarito avrebbero corso insieme.  

Molly e Bob trascorsero tutta l’estate nel bosco e quando i primi di settembre la gamba del bimbo fu guarita, loro due aiutarono la mamma del piccolo abitante della casetta gialla dal tetto rosso a raccogliere le mele, facendone ben dodici ceste.  Tutti insieme impastarono poi una grande torta con questi succosi frutti da portare alla madre di Molly e restarono amici per sempre.

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