Le lune di miele

Melissa 5 anni (Italia)

C’era una volta una collinetta, visibile a tutti solo al tramonto, in cui crescevano tante varietà di fiori. Era un posto fatato, sorto dall’amore di Sole e Luna.

Molte persone anziane, che abitavano nei dintorni, raccontavano, a coloro che possedevano un paio di orecchie curiose e un cuore tenero, che proprio lì la stella e il satellite avevano celebrato il loro matrimonio durante il crepuscolo. Ecco perché quel luogo poteva essere ammirato, ogni giorno, in quei pochi minuti.

Era stato stabilito dai due innamorati dato che non potevano stare sempre insieme a causa dei diversi compiti che la sovrana Terra aveva assegnato loro. Dovevano dimostrarle riconoscenza e gratitudine in quanto gli aveva donato la vita. Potevano incontrarsi, senza toccarsi mai abbastanza, solo al calare della luce, dimostrando riservatezza e grazia. 

Nel luogo in cui si erano promessi amore in eterno erano nate le loro creature: i fiori.

Avevano scelto insieme i nomi da donare a ogni esserino, in base alle caratteristiche ben precise che possedevano. Le Margherite si chiamavano così perché erano raffinate e dolci, i Girasoli perché avevano una capacità sorprendente di ascoltare e, sin da piccoli, seguivano le indicazioni dei genitori, le Rose perché erano vanitose e riservate, i Tulipani perché erano tipetti introversi e si divertivano soltanto tra loro senza interagire con i fratelli del prato e poi, c’erano le Lune di miele, fiori azzurri con un gambo dorato che simboleggiavano la raffinatezza e la costanza della passione tra Sole e Luna.

Erano nate, infatti, durante i festeggiamenti del loro tredicesimo anniversario d’amore. La Terra gli aveva permesso di riunirsi per trascorrere qualche ora abbracciati. Le loro creature si chiamavano così proprio perché, mentre erano insieme, il mondo divenne di un colore azzurro intenso: il buio della notte si era mescolato alla luminosità dei raggi solari.

Le Lune di miele crescevano in splendore e in armonia suscitando un’emozione strana e alquanto dolorosa nelle sorelle Girasoli. Un giorno, i bellissimi fiori giallo oro, parlarono con mamma Luna, perché era più paziente e comprensiva di papà Sole. 

«Mamma, ieri ho giocato tutto il giorno con le mie sorelle Lune di miele. Mi sono divertita molto, ma sentivo dentro di me una sensazione strana, come se avessi la febbre. E non solo…» si interruppe Girasole.

«Spiegami bene, figliola» chiese la Luna. Il fiore continuò: «Mi sentivo più brutta e meno intelligente delle mie sorelle». Si interruppe per un attimo perché la tristezza stava prendendo il sopravvento e poi riprese: «Provavo fastidio nei loro confronti perché ho paura di perdere il tuo affetto e quello di papà. Voi volete bene più a loro?».

Sul volto della mamma comparve un sorriso di comprensione quando replicò: «Noi vorremo sempre bene sia a te che ai tuoi fratelli. Tu sei una figlia ubbidiente e molto bella. Nei confronti di Lune di miele, hai provato un sentimento che tutti chiamano gelosia».

Girasole, corrucciando la corolla, disse: «Ti fa stare molto male! Perché arriva così inaspettatamente?».

La mamma riprese: «Perché non credi pienamente al tuo valore e alla tua bellezza. Hai fatto bene a parlarne prima con me, la gelosia può fare male anche a chi la riceve. Nessuno può trovare un rimedio e si rischia di incrinare e rovinare i rapporti, anche quelli di fratellanza».

Girasole, con tono preoccupato, domandò: «Mi stai dicendo che causa distacco?».

«Sì, tesoro. Papà e io, con il nostro amore, possiamo soltanto regalarti maggiore sicurezza sul tuo splendore, unico e diverso da tutti gli altri. Tu però dovrai impegnarti e guardarti bene togliendoti le bende dagli occhi che non ti fanno vedere che bel fiore che sei. Con le tue sorelle puoi scambiare e condividere valori e qualità che vi appartengono e farne tesoro».

«Grazie mamma, cercherò di seguire i tuoi consigli» e con l’aiuto del vento si scambiarono un dolce bacio.

Papà Sole, intanto, dal suo angolino aveva ascoltato tutto e da quel giorno contribuì ad agevolare Girasole a volersi bene. 

La sua vita andò meglio, con perseveranza, era riuscita a non provare più quel sentimento, che la faceva stare tanto male.           

Elvira Morella

Pubblicato da Piccoli Grandi Sognatori

Progetto creativo e dinamico per grandi e piccini. Immagini e parole a servizio della fantasia.

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