Rughina e il batticuore

Olivia 8 anni (Italia)

Nei primi giorni autunnali, prima di andare in letargo, Rughina la tartaruga più allegra di tutto l’universo decise di trasferirsi a Marghiore, un villaggio meraviglioso dove si era ristabilita da poco la serenità grazie a Carabella, la coccinella dai puntini splendenti.

Rughina aveva un carapace verde primavera e delle zampette paffute, veloci e molto rugose. La sua testolina, piccola come la punta di un ago, generava tante idee tutte intelligenti e originali. 

Le piaceva moltissimo mangiare, spesso si procurava foglie di insalata e di spinaci gironzolando intorno agli orti che i contadini del villaggio annaffiavano con cura. Il suo dolce preferito erano le fragole rosse e succose che, qualche volta, trovava nei giardini delle ville dei signori più ricchi o nei pressi dei ruscelli. Cercava di non esagerare con gli zuccheri perché voleva rimanere in forma, e si era trasferita lì con uno scopo ben preciso: trovare l’amore. 

Non faticò a farsi degli amici, aveva un’allegria contagiosa, tutti a Marghiore amavano la sua compagnia. Carabella e la formica Elchina non solo divennero le sue compagne di avventure, ma anche le più fedeli confidenti. 

Un giorno, a causa di un forte raffreddore, furono proprio loro a consigliarle di andare in studio da Corrado, il medico chiocciola con una conchiglia grande e color perla sul dorso. Era un erbivoro molto intelligente e divertente e aveva due grandi passioni: la musica jazz e risolvere quiz e cruciverba.

Questi interessi lo rendevano molto affascinante agli occhi dei suoi pazienti e aveva già sentito parlare della nuova arrivata. 

Appena Rughina incontrò lo sguardo di Corrado, le sue guance divennero rosse come le fragoline che aveva mangiato per merenda. Per nascondere l’imbarazzo, con una vocina acuta, disse: «Buongiorno dottor Corrado, che piacere conoscerla. Ho un forte raffreddore, come può aiutarmi?».

Il dottore le fece un inchino togliendosi dalla testa il cappello di paglia verde: «Buongiorno, Signora Rughina. Le prescriverò un decotto di malva e zenzero che ho prodotto nel mio laboratorio. Vedrà, nel giro di pochi giorni, si sentirà subito meglio». 

Rughina non aveva capito granché di quello che il dottore le aveva prescritto perché quando le aveva rivolto la parola lei era immersa nei suoi pensieri: stava ammirando la conchiglia perché era maestosa e di una bellezza sconvolgente. Inoltre, il dottore era molto lungo e aveva due occhi neri e profondi che gli occhiali con la montatura azzurra e le lenti rettangolari mettevano in risalto. 

Tutte caratteristiche che lei cercava da tempo. 

Appena le consegnò la foglia di caco, dove era spiegato tutto ciò che doveva procurarsi, si salutarono. L’espressione del dottore: «Mi raccomando si riguardi e ritorni da me fra qualche giorno per una visita di controllo” aveva reso Rughina così felice che non vedeva l’ora di incontrare le amiche sotto l’albero della Gentilezza.

Carabella ed Elchina, mentre stavano preparando il pranzo per festeggiare il primo anniversario di Rughina a Marghiore, videro sbucare da lontano il suo carapace verde e corsero a nascondersi dietro l’albero. Rughina, felice di essere arrivata per poter raccontare del piacevole incontro, vide il prato adornato con piatti e bicchieri di legno di quercia e i festoni che avevano sistemato tra due alberi per lei. Pensò subito che era davvero una tartaruga fortunata. Finalmente aveva trovato il posto giusto dove vivere. 

«Carabella, Elchina! Ma dove siete? Grazie per la vostra accoglienza, ma così mi fate piangere dalla gioia!»

Le due amiche si palesarono davanti agli occhi di Rughina gridando: «Sorpresa!” e si strinsero intorno al maestoso carapace. 

Rughina aveva gli occhi gonfi di lacrime e sentiva dentro di sé una forte riconoscenza. Mentre stava gustando le prelibatezze che le avevano preparato con cura ed entusismo disse quasi rimanendo senza fiato: «Ragazze, mi sono innamorata del dottor Corrado! È troppo affascinante!».

Carabella ed Elchina, felici, batterono le mani e all’unisono esplosero: «Che bello! Noi eravamo certe che il dottore ti sarebbe piaciuto, crediamo che anche lui stesse aspettando proprio te».

Rughina, con un’espressione seria che non le si addiceva affatto, esordì: «Non vi sembra un amore impossibile? Lui è una chiocciola mentre io sono una tartaruga” e, dopo un sospiro, aggiunse: «Apparteniamo a due mondi molto diversi, non posso pensare di dichiararmi». 

Carabella non la lasciò nemmeno finire. «Cosa stai dicendo, questa è un’assurdità, nulla è impossibile. Credo che tu debba conoscerlo e passare del tempo con lui». Elchina intervenne: «Il dottore spesso organizza degli eventi di enigmistica, quando passerai da lui per una visita di controllo chiedigli quando si terrà la prossima gara». Carabella replicò: «Se può darti un po’ di coraggio dì pure che stavolta ci prepariamo anche noi per partecipare». 

Rughina cambiò in un lampo l’espressione e gridò: «Grazie, siete davvero delle amiche preziose e sincere; mi avete invaso di ottimismo, sono piena di speranze». 

La tartaruga le abbracciò e sentì una forte energia attraversarle il corpo. Desiderava andare fino in fondo a questa storia. Si immaginava già il suo secondo incontro con Corrado, con il cuore che le batteva all’impazzata, pronta e sicura a fare colpo su di lui.

La sua mamma le aveva sempre detto che, se voleva realizzare qualcosa di importante nella vita, non doveva alimentare i pensieri negativi e arrendersi alle prime difficoltà.

Elvira Morella

Pubblicato da Piccoli Grandi Sognatori

Progetto creativo e dinamico per grandi e piccini. Immagini e parole a servizio della fantasia.

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