L’uomo delle stelle

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Olivia, 8 anni (Austria)

Maia ha nove anni. È una bambina curiosa e creativa che coltiva sin da piccola una grande passione per i corpi celesti. Ogni notte, prima di chiudere gli occhi e scivolare lentamente nel mondo dei sogni, volge l’ultimo sguardo al soffitto punteggiato da pianeti e costellazioni fluorescenti, immaginando di volare fino a lassù su una navicella. Dev’essere un vizio di famiglia, almeno così dice la nonna. Maia non capisce del tutto i suoi discorsi, ma le basta sapere di avere qualcosa in comune con l’uomo delle stelle. 

È così che tutti chiamano suo padre da quando è partito per un’importante missione spaziale e con il tempo anche lei ha preso l’abitudine di considerarlo un supereroe che protegge l’universo da chiunque abbia voglia di distruggerlo. Per sentirsi più vicina a lui, Maia gira per casa con il costume di astronauta che la nonna ha cucito per lei, la testolina riccia nascosta sotto il casco improvvisato con una pentola bucata, e quando si fa buio s’incolla alla finestra per scrutare il cielo.

Le stelle sono sempre state grandi amiche di Maia e spesso si trova a parlare con loro proprio come avrebbe fatto con il padre se lo avesse avuto vicino. Le stelle sanno tutto di lei, dei suoi ottimi voti a scuola e dei premi che ha vinto, persino delle delusioni che vive crescendo. A loro affida i desideri nascosti e i messaggi che vorrebbe far arrivare all’uomo che le custodisce e di cui sente una forte mancanza. 

Non capita spesso, ma ogni tanto sogna l’uomo delle stelle. A volte sono insieme a uomini e donne in divisa che fluttuano in assenza di gravità; altre camminano mano nella mano sul suolo lunare che scintilla come i braccialetti di sua madre. Nel sogno lui non le parla mai e Maia vorrebbe tanto fargli delle domande su come è la vita nello spazio e se un giorno la porterà con sé. 

All’uomo delle stelle non deve solo il nome e la professione che vorrebbe fare da grande, ma anche il forte battere del cuore quando a scuola davanti ai compagni e alla maestra parla con sicurezza di un vero astronauta dei corpi celesti che fanno parte del sistema solare. Un giorno, dice con orgoglio, troverà un pianeta nuovo e lo chiamerà come l’uomo delle stelle.

Oggi è la festa del papà e Maia ha pensato di fargli un regalo speciale. Non il solito disegno che tutti i compagni faranno ai padri che verranno a prenderli doposcuola. Quello che Maia ha in mente è una mappa che l’uomo delle stelle dovrà seguire per tornare a casa. Ha studiato il percorso nei minimi dettagli senza sapere con precisione in quale parte dell’universo si trovasse e lo ha tracciato in modo così chiaro perché potesse essere ben visibile da lassù. 

Maia è seduta alla sua scrivania con tutto l’occorrente: carta colorata, forbici, colla, tessuto in diversi colori rubato alla nonna con cui fare piccole palline, glitter per segnare i passi che l’uomo delle stelle dovrà fare per raggiungerla. Accende la lampada da tavolo perché è ancora presto e la luce proveniente dalla finestra non basta per permetterle di vedere tutto bene. Prima che si svegli la mamma e venga a darle un bacio, Maia lavora con frenesia ed entusiasmo tipico dei bambini e all’opera terminata sorride con soddisfazione. 

A colazione, mentre gli adulti bevono il caffè e leggono i giornali, la bambina inzuppa i biscotti nel latte caldo e tra un boccone e l’altro racconta loro del regalo che ha fatto all’uomo delle stelle. Gli occhi della mamma e della nonna luccicano dall’emozione, ma fanno finta che la colpa sia di un moscerino indispettito appiccicato alla palpebra che cacciano via con un gesto brusco. 

Finito di mangiare, Maia corre in camera a prendere la mappa che attacca con l’aiuto della mamma al muro del balcone. È abbastanza in alto secondo la donna, ma lei lo metterebbe ancora più su, magari sul tetto del palazzo: lì sì che l’uomo delle stelle potrebbe vederlo! La nonna, però, la rassicura subito e dopo un’attenta riflessione anche la bambina si convince che hanno scelto il posto adatto. L’uomo delle stelle è un supereroe e i suoi poteri sono infiniti! 

Quella notte, prima di chiudere gli occhi e scivolare nel mondo dei sogni, Maia volge l’ultimo sguardo al soffitto punteggiato da pianeti e costellazioni fluorescenti sorridendo all’uomo delle stelle. Sulle sue labbra in un sussurro si spengono le parole dolci: Buona festa, papà. Ti voglio bene. 

Pubblicato da Emy Ristovic

Serbian expat living in Italy. Writer. Journalist. Storyteller and founder of @piccoligrandisognatori.

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