Il paese SSS

Sveva 5 anni (Italia)

C’era una volta, un paesino grazioso chiamato Salve Sorrisi Splendenti, abitato da gente allegra e solare. Bambini, adulti e animaletti non conoscevano la tristezza o i problemoni da risolvere, bensì vivevano in mezzo alla natura e condividevano esperienze fantastiche. 

L’unica regola che vigeva in quella terra meravigliosa era sorridere.

Gli abitanti del villaggio erano riusciti a sconfiggere una maledizione preannunciata da un bizzarro postino: la scomparsa definitiva di SSS sotto un pesante manto dorato di polvere di stelle.

Erano molti i turisti, che affrontavano il lungo viaggio verso SSS, sia per ammirare il panorama circostante che la bellezza dei bambini nati in quel posto. 

A SSS era sempre giorno e i raggi del sole la illuminavano e la riscaldavano. Vi erano tantissimi alberi, fiori e una varietà infinita di animali volanti coloratissimi: farfalle, coccinelle, pappagalli, cagnolini, topi e tante cuoricine. 

Le cuoricine erano una specie di insetti, molto ingegnosi ed eleganti, che vivevano solo lì ed erano considerate le amate cugine delle coccinelle. Il loro corpo era a forma di cuore e avevano una coda sottile e ondulata formata da un filo di lana colorata che le nonne applicavano, alla nascita, sui loro nipotini per augurargli una vita di sorrisi da donare ai bambini. Avevano, infatti, una predilezione per i piccoli perché notavano in loro un’allegria speciale e contagiosa. Quando giocavano insieme gli permettevano di afferrarsi al loro filo per gironzolare su tutte le terre circostanti. 

I bambini di SSS erano meravigliosi: i loro capelli erano azzurri come il mare e vestivano con abiti color del sole e dell’arcobaleno. 

Un giorno Allegra, una bambina vivace e conosciuta da tutti, durante uno dei suoi viaggi d’esplorazione legata al filo della cuoricina Rosina, vide un tipo buffo correre a gran velocità tra gli alberi. 

Netinfo, questo era il suo nome, era un robot postino che viveva in un paese spaziale sempre illuminato dal bagliore delle stelle e della luna. Il suo villaggio, Zona Zampe Zuccherine, era abitato da esseri molto industriosi, che progettavano macchine parlanti e veloci, pronte a risolvere difficoltà e a compiere faccende al posto degli umani. Nonostante ciò, gli abitanti di ZZZ, non si sentivano liberi ma invidiosi della gente sorridente di SSS. 

Il postino aveva un corpo tozzo e bianco, era provvisto di occhi neri e luminosi e sulla testa aveva una piccola lampadina intermittente e roteante, che rappresentava il suo cervello informatico. Aveva quattordici zampe verdi di zucchero, sette su entrambi i lati, che correvano energicamente per portare lettere, scritte al computer, in giro per il mondo. L’energia scattante che producevano le sue zampette derivava dalla sostanza zuccherina di cui erano costituite.

Era appena sceso dalla sua navicella per ammirare SSS e per portare ad Allegra la richiesta di Spidnet, il guardiano capo di ZZZ. 

La bambina, appena lo vide, saltò sul prato e si parò davanti a lui dicendo: «Buongiorno, chi sei?» Il postino dalle quattordici zampe zuccherine rispose: «Salve piccola, sono Netinfo del villaggio ZZZ» e, quasi interrompendolo, Allegra riprese: «Ti conosco! Mia zia Celeste mi ha parlato di te e del tuo mondo informatico, sei in vacanza qui?» 

Il robot si schiarì la voce: «No, leggi questa lettera e scoprirai perché sono arrivato a SSS».

Allegra, aprì e lesse il contenuto con entusiasmo:

“Cara signorina Allegra, 

gli abitanti del mio villaggio si stanno ammalando di invidia, provano rabbia perché nonostante tutti i confort che le macchine offrono loro aspirano alla felicità e non riescono a raggiungerla.

Le chiedo, gentilmente, di trovare una soluzione altrimenti il mio papà, Spidnet, impugnerà una maledizione per la distruzione del suo villaggio.

Ha un mese di tempo per inviarmi una risposta telematica attraverso il mio servitore postino Netinfo.

Grazie

Saluti da Tecnolino”

Allegra era felice di poter essere d’aiuto agli abitanti di ZZZ, lo desiderava da tempo.

Sentiva spesso parlare i grandi tra loro che definivano gli ZZZ uomini indaffarati e spreconi di energie. La bambina, insieme a Rosina, sorvolò SSS fino alla casetta color tiffany della zia Celeste godendosi la frescura del giorno. 

Pensava di chiederle una cura contro l’invidia: il suo villaggio e gli abitanti di ZZZ dovevano essere salvati. 

Allegra raccontò tutta la faccenda alla zia mostrandole la lettera. Lei, senza esitazione, le rispose: «L’invidia è un mostro invisibile che provoca malessere a coloro che la provano».

Allegra intervenne: «Ci sarà un rimedio!» E la zia rispose: «È necessario convocare un’assemblea e suggerire agli uomini di ZZZ una convivenza, di qualche mese, con noi». 

La bambina, con tono incerto, le chiese: «Così non complichiamo la situazione?» 

La zia, con dolcezza, affermò: «La diversità può essere un arricchimento per tutti e non un ostacolo. Cercheremo insieme di utilizzare una buona dose di equilibrio tra tutte le risorse che verranno alla luce» 

Allegra continuò: «È vero! Gli ZZZ possono esercitarsi a sorridere insieme a noi per le meraviglie che hanno intorno a loro e noi, possiamo provare a vivere felici anche con l’utilizzo di macchine in grado di sostenerci e di farci guadagnare maggior tempo libero per continuare a sorridere» 

Allegra scrisse la lettera e dal villaggio spaziale accettarono la proposta. Da allora l’invidia fu sconfitta e i due paesi continuano ad avere una corrispondenza quotidiana piena di affetto e gratitudine.     

Elvira Morella

Pubblicato da Piccoli Grandi Sognatori

Progetto creativo e dinamico per grandi e piccini. Immagini e parole a servizio della fantasia.

2 pensieri riguardo “Il paese SSS

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